Quando si parla di impiantistica è sempre bene tenere a mente l’epoca storica in cui stiamo progettando il nostro edificio.
Oggi le tecnologie, lo studio dei diversi materiali da costruzione e l’imminente emergenza climatica mondiale, ci hanno portati ad una linea di pensiero che tende sempre di più ad aumentare l’efficienza energetica degli edifici, diminuendo, di conseguenza, i consumi attraverso la progettazione di un involucro ben isolato e con assenza di difetti costruttivi.
Attraverso questo principio di pensiero, gli impianti (parte molto importante dell’edificio tradizionale) hanno visto un loro snellimento grazie ai fabbisogni energetici richiesti sempre più bassi. Per questo motivo oggi, negli edifici che progettiamo, è sufficiente prevedere un impianto semplificato, riducendo drasticamente costi di gestione, costi di manutenzione ed utilizzo degli spazi.
Nonostante le piccole dimensioni e la ridotta potenza dell’impianto per il nostro edificio a basso consumo energetico, non è mai troppa la volontà di sfruttare tutte le energie alternative e soprattutto gratuite che la natura ci fornisce ogni giorno. Difatti, anche se il sole rappresenta la più grande fonte di energia, essa non è l’unica.
Parlando di pretemperamento geotermico non ci stiamo riferendo alle energie alternative più comuni di cui quasi tutti abbiamo sentito parlare, come l’energia eolica, idroelettrica o a biomassa ma bensì all’energia geotermica.
La terra, infatti, immagazzina al suo interno un determinato grado di energia dovuto al calore presente nei vari strati che compongono la crosta terrestre, più precisamente la temperatura diventa gradualmente più elevata all’avvicinarsi del nucleo terrestre.
Ad oggi esistono diversi tipi di sistemi di impianto geotermico, ed oltre alla loro suddivisione in base alla sorgente termica di scambio (acqua di falda, terreno etc), questi possono essere classificabili, in linea di principio, a seconda di quattro concetti di funzionamento:
Il sistema di pretemperamento geotermico, che corrisponde alla seconda categoria, è molto semplice ed è composto da uno scambiatore di calore aria/acqua collegato ad una sonda geotermica orizzontale posta sotto l’edificio. Ma a cosa serve?
Immaginiamo di dover affrontare 3 rampe di scale. Se volessimo arrivare in cima all’ultima, dovremmo spendere un certo grado di energia corrisposto al numero di rampe. Ma se di quelle 3 rampe, la prima fosse mobile, ecco che il nostro fisico dovrebbe spendere una minor energia di svolgimento, corrisposta alle restanti 2. Perciò, arrivati in cima alla nostra scala, ci ritroveremmo ad aver conservato circa il 30% di energia che avremmo dovuto utilizzare se avessimo affrontato l’intera scala contando solo ed esclusivamente sulle nostre forze.
Con il pretemperamento geotermico il ragionamento è il medesimo, a differenza che quel 30% di energia fornita è completamente gratuita e, soprattutto, non inquinante.
In conclusione il pretemperamento geotermico serve per ridurre il carico termico destinato all’impianto andando a sfruttare l’energia contenuta nel terreno (l’impianto aiuta l’impianto), inoltre annulla i processi di sbrinamento dell’unità esterna nel periodo invernale e garantisce una deumidificazione nel periodo estivo.
I vantaggi di questo sistema impiantistico sono innumerevoli tra cui:
Il connubio tra una progettazione sostenibile dell’involucro edilizio e la previsione dell’impianto più adatto per ogni tipo di edificio, rappresenta un metodo di lavoro ed una filosofia di pensiero alla quale officina23 è particolarmente sensibile riportandolo ogni giorno nei progetti che sviluppa.